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Villa Arconati – Castellazzo di Bollate
Il complesso di Villa Arconati, splendido esempio di architettura residenziale lombarda, si sviluppò a partire dal XVII secolo intorno ad un nucleo più antico ed appartenne, per quasi due secoli, alla nobile famiglia degli Arconati che rese il Castellazzo una delle “Ville di Delizie” più ricche e prestigiose del territorio di Milano.
Galeazzo, aristocratico mecenate milanese, iniziò i lavori di ampliamento e di arricchimento della sua dimora che trovò la sua sistemazione definitiva a metà del 1700 grazie a Giuseppe Antonio, amante delle arti e del teatro, su disegno dell'architetto Giovanni Ruggeri.
La Villa custodiva importanti opere artistiche: il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e i bassorilievi del monumento funebre a Gaston de La Foix scolpiti dal Bambaja. Al Castellazzo si possono ancora ammirare la statua di Pompeo Magno, alta circa tre metri e mezzo, sotto la quale, secondo la leggenda, fu pugnalato Giulio Cesare, e il grande salone “da parata” al piano nobile affrescato a partire dal 1750 dagli scenografi fratelli Galliari con raffigurazioni mitologiche.
Pregevoli sono i giardini, raro esempio in Italia di giardino alla francese arricchito da fontane, statue, giochi d’acqua, parterres ed edifici di arredo come le orangeries, la voliera, l’imponente Scala dei Draghi, il teatro di Diana con una statua colossale della dea e quello di Andromeda.
Il grande commediografo Carlo Goldoni ricordava: “Se io dovessi descrivere le bellezze del Castellazzo… cose avrei a scrivere degne di meraviglia”.
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Punto ristoro
Il punto ristoro si trova all'interno dei giardini storici della Villa ed è gestito da "Officina della Birra" di Bresso. Propone una selezione di birre biologiche e di piatti selezionati dal ristorante steak-house.
Galeazzo, aristocratico mecenate milanese, iniziò i lavori di ampliamento e di arricchimento della sua dimora che trovò la sua sistemazione definitiva a metà del 1700 grazie a Giuseppe Antonio, amante delle arti e del teatro, su disegno dell'architetto Giovanni Ruggeri.
La Villa custodiva importanti opere artistiche: il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e i bassorilievi del monumento funebre a Gaston de La Foix scolpiti dal Bambaja. Al Castellazzo si possono ancora ammirare la statua di Pompeo Magno, alta circa tre metri e mezzo, sotto la quale, secondo la leggenda, fu pugnalato Giulio Cesare, e il grande salone “da parata” al piano nobile affrescato a partire dal 1750 dagli scenografi fratelli Galliari con raffigurazioni mitologiche.
Pregevoli sono i giardini, raro esempio in Italia di giardino alla francese arricchito da fontane, statue, giochi d’acqua, parterres ed edifici di arredo come le orangeries, la voliera, l’imponente Scala dei Draghi, il teatro di Diana con una statua colossale della dea e quello di Andromeda.
Il grande commediografo Carlo Goldoni ricordava: “Se io dovessi descrivere le bellezze del Castellazzo… cose avrei a scrivere degne di meraviglia”.
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Punto ristoro
Il punto ristoro si trova all'interno dei giardini storici della Villa ed è gestito da "Officina della Birra" di Bresso. Propone una selezione di birre biologiche e di piatti selezionati dal ristorante steak-house.
Documenti allegati:
- Officina della Birra (23 KB)










